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LA DECORRENZA DEL TERMINE PER IMPUGNARE UNA DELIBERA CONDOMINIALE

Con una recente sentenza, il Tribunale di Milano sent. n. 5971/2018 ha fatto il punto della situazione stabilendo quali conseguenze determina il deposito della domanda di mediazione ai fini del rispetto del termine per l’azione giudiziaria: domanda che, come noto, sospende la decadenza e impedisce che la decisione dell’assemblea diventi definitiva (anche se irregolare).

LA LESIONE FISICO RELAZIONE E IL DANNO MORALE

Alla luce del recente intervento del legislatore sugli artt. 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni, nel procedere all'accertamento e alla quantificazione del danno risarcibile,

COMUNIONE EREDIARIA: LA DOMANDA DI RENDICONTO

Con ordinanza la Cassazione civile, sez. II, n. 18857 del 16 luglio 2018 (ud. 28.03.2018), in tema di divisione ereditaria, ha affermato che l’azione di rendiconto tra gli eredi è distinta ed autonoma rispetto alla domanda di scioglimento della comunione e può essere proposta autonomamente anche ove siano già definite le questioni relative alla divisione ereditaria, non sussistendo reciproca pregiudizialità o condizionamento tra le due azioni.

IL PRINCIPIO DELLA CASSAZIONE SULL'ASSEGNO DI DIVORZIO

“Ai sensi della L. n. 898 1970, art. 5, dopo le modifiche introdotte con la L. n. 74 del 1987, il riconoscimento dell’assegno di divorzio, cui deve attribuirsi una funzione assistenziale ed in pari mura compensativa e perequativa, richiede l’accertamento dell’inadeguatezza dei mezzi o comunque dell’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive, attraverso l’applicazione dei criteri di cui alla prima parte della norma i quali costituiscono il parametro di cui si deve tenere conto per la relativa attribuzione e determinazione, ed in particolare, alla luce della valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali delle parti, in considerazione del contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno degli ex coniugi, in relazione alla durata del matrimonio e all’età dell’avente diritto”.
Questo il principio sancito dalla Suprema Corte. Con la sentenza n. 18287 dell’11 luglio 2018 le Sezioni Unite, a fronte dei numerosi problemi interpretativi sorti in seguito allo storico revirement della Cassazione in materia, hanno definitivamente chiarito quali siano i criteri per l’attribuzione dell’assegno divorzile. La questione trae origine dal giudizio d’appello promosso dall’ex moglie, nei confronti del proprio ex marito, con riferimento al diniego del diritto al riconoscimento di un assegno di divorzio in favore della stessa. In primo grado, il Tribunale, pronunciando la cessazione degli effetti civili del matrimonio, aveva posto a carico dell’ex marito la somma di euro 4.000,00 mensili a titolo di assegno divorzile in favore della ex moglie. Tuttavia, La Corte di Appello di Bologna, con sentenza numero 1429/2017 depositata il 15.06.2017, aveva inteso riformare la sentenza di primo grado e, applicando l’orientamento giurisprudenziale cristallizzato nella sentenza n. 11504/2017 della Suprema Corte, statuiva che il fondamento dell’attribuzione dell’assegno divorzile è la mancanza di autosufficienza economica dell’avente diritto. Ritenendo escluso che l’appellante fosse in tale condizione in quanto titolare e percettrice di uno stipendio superiore alla media oltre che di un patrimonio mobiliare e immobiliare cospicuo, la condannava pertanto alla ripetizione di quanto indebitamente ricevuto. Avverso tale pronuncia l’ex moglie proponeva ricorso per cassazione con richiesta, accolta, di remissione del medesimo ricorso alle Sezioni Unite. In particolare, con il primo motivo di ricorso, la ricorrente eccepiva la violazione dell’articolo 5 della Legge numero 898 del 1970 c. d. Legge sul divorzio, mentre con il secondo motivo lamentava la violazione dell’art. 2033 c.c. con riferimento alla condanna alla ripetizione di quanto indebitamente versato. La Suprema Corte ha in primo luogo precisato che il richiamo, contenuto nella sentenza numero 11504 del 2017, all’articolo 337 septies c. c., concernente il criterio di indipendenza economica ai fini del riconoscimento del diritto ad un contributo per il mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti, non è condivisibile in quanto diverse sono le condizioni soggettive in cui vengono a trovarsi l’ex coniuge e il figlio maggiorenne non autosufficiente. Le suddette posizioni non sono comparabili tra loro in quanto il figlio maggiorenne ha il compito sociale di mettersi nelle condizioni di essere economicamente autosufficiente essendo l’obbligo di mantenimento definito temporalmente in funzione del raggiungimento del proprio obiettivo, mentre, il coniuge, il quale ha rinunciato, per scelta condivisa anche dall’altro, alla propria indipendenza economica o che abbia ridotto le proprie aspettative professionali causa l’impegno familiare assunto, può trovarsi, in virtù dell’applicazione del criterio di indipendenza economica, in una condizione di grave disparità irreversibile. Di fatto, “l’obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne non autosufficiente perdura fino a quando non sia raggiunto un livello di indipendenza adeguato al percorso di studi e professionale seguito, mentre all’esito del divorzio per il coniuge che abbia le caratteristiche soggettive sopra delineate, la condizione deteriore in cui versa non ha alcuna possibilità di essere emendata, essendo fondata di una sperequazione reddituale rispetto sl livello economico – patrimoniale non più colmabile”. Ciò chiarito, le Sezioni Unite hanno precisato che all’assegno di divorzio deve attribuirsi una funzione non solo assistenziale, ma anche compensativa e perequativa. Per il suo riconoscimento è dunque necessario l’accertamento dell’inadeguatezza dei mezzi o comunque dell’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive, attraverso l’applicazione dei criteri di cui alla prima parte dell’art. 5 L. 898/1970 (così come modificata dalla L. 74/1987), che costituiscono il parametro di cui si deve tenere conto per la relativa attribuzione e determinazione. Sarà in tal senso necessario effettuare una valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali delle parti, in considerazione del contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare; del contributo nella formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno degli ex coniugi; della durata del matrimonio; dell’età dell’avente diritto. In conclusione, statuito il presente principio di diritto con riferimento all’attribuzione dell’assegno divorzile, la Suprema Corte ha definitivamente accolto il primo motivo di ricorso, dichiarando assorbito il secondo, essendo la decisione impugnata fondata esclusivamente sul criterio dell’autosufficienza economica e non tenendo conto dell’eventuale incidenza degli indicatori concorrenti contenuti nella Legge numero 898 del 1970, articolo 5, comma 6, cassando la sentenza e rinviando, anche per le spese processuali, alla Corte di Appello di Bologna in diversa composizione. FONTE:GIURICIVILE

IL CONSUMATORE E IL DIRITTO DI RECESSO

Acquistare beni e servizi significa usufruire di prodotti che possono migliorare la nostra quotidianità. Ma cosa dobbiamo fare quando un abbonamento non ci serve più o un prodotto non ci piace? 


LEGITTIMO IMPEDIMENTO A COMPARIRE IN UDIENZA PER L' AVVOCATO IN GRAVIDANZA

La tutela dell’avvocato-donna in gravidanza o in maternità è la novità legislativa inserita all’interno della legge di bilancio 2018, in tema di legittimo impedimento a comparire in udienza sia in ambito civile che penale

Integrazioni e modifiche al Codice dell'Amministrazione digitale

Con quest’ultima riforma pubblicata sulla G.U. n. 9 del 12 gennaio 2018 che si compone di 67 articoli si intende integrare e modificare alcune disposizioni del CAD,

Notifica via pec delle multe: il decreto in Gazzetta Ufficiale

Il verbale di contestazione dell’infrazione sarà reso conoscibile al destinatario tramite l’invio telematico e il trasgressore non potrà eccepire di non aver controllato la propria casella postale,

L'assegno integrativo alla pensione di reversibilità.

Lunedì 11 settembre 2017 
Si tratta di una cifra che arriva fino a circa 53 euro mensili, elargita a tutti quei coniugi che, in seguito alla morte del marito o della moglie, oltre a godere della reversibilità siano anche riconosciuti come "inabili al proficuo lavoro".

La ludopatia può, integrare l’ipotesi del vizio di mente

Mercoledì 25 gennaio 2017

 Una recente pronuncia della suprema Corte secondo cui, ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, anche i “disturbi della personalità”

Assegnazione della casa al genitore collocatario anche quando non è attuale l’abitazione nell’immobile

Martedì 24 gennaio 2017

La qualificazione giuridica di un immobile come “casa familiare”, postula che la situazione preesistente al conflitto giudiziale sia caratterizzata da una stabile e continuativa utilizzazione

Il modello organizzativo ex D.Lgs. 231/01 caratteri e obbligatorietà

Mercoledì 18 gennaio 2017 

Il Decreto legislativo 231/2001 ha introdotto nell’ordinamento italiano un regime di responsabilità amministrativa a carico degli Enti per alcuni reati commessi,

Termine breve di impugnazione per la notifica via PEC da parte della Cancelleria

Venerdì 2 settembre 2016

In alcuni casi la notificazione del provvedimento da parte della cancelleria è idonea a far decorrere il termine breve per impugnare.

L’incarico dato al professionista non assolve il “cliente” negligente

Venerdì 5 agosto 2016 

È necessario controllare sempre l’effettiva esecuzione del mandato, altrimenti bisogna provare la condotta fraudolenta del consulente, finalizzata a coprire il proprio inadempimento

Il contributo di solidarietà sulle “pensioni d’oro” passa il vaglio di costituzionalità.

Lunedì 25 luglio 2016 

Depositate il 13 luglio 2016 le motivazioni della Sentenza n. 173 della Corte Costituzionale che ha deciso relativamente ai giudizi di legittimità costituzionale

Raccomandata: come si prova il contenuto della lettera?

Venerdì 29 aprile 2016

Se la lettera viene piegata in una busta e, quest’ultima, è affrancata, è possibile contestare la non coincidenza tra l’effettivo contenuto della busta e ciò che, invece, il mittente afferma.

A chi va inviata la richiesta di pagamento dopo la morte di un soggetto?

Mercoledì 20 aprile 2016

Nulla la notifica al defunto presso l’ultimo domicilio quando si presume che l’ufficio sappia del decesso. Nel momento in cui un soggetto decede, le eventuali richieste di pagamento per i debiti da questi lasciati a chi dovranno essere notificate e, soprattutto, presso quale indirizzo?

Notificazione a persona giuridica: Cassazione chiarisce quando è valida

Mercoledì 20 aprile 2016

Con la sentenza n. 7306 del 13 aprile 2016, la sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha ribadito, in tema di notificazioni, che la notifica di un atto a una persona giuridica è regolare quando sia ritirato da un soggetto legato ad essa da un qualunque rapporto.

Addio al servizio “Data Certa” di Poste Italiane

Lunedì 11 aprile 2016


Poste Italiane non erogherà più il servizio “Data Certa” ossia il timbro sui documenti necessario a fornire la prova che il documento è stato formato in un determinato giorno, mese, anno.

La PEC e la sua rilevanza giuridica

giovedì 3 marzo 2016

La Posta Elettronica Certificata trova la sua prima ed organica disciplina nel D.P.R. n. 68 dell'11 febbraio 2005 (Regolamento recante disposizioni per l'utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell'art. 27, L. 16 gennaio 2003, n. 3).

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